martedì 31 dicembre 2013

La catena di santantonio e W.S. diceva…

C’è chi ci campa e che spende o spreca il proprio tempo per divulgare il verbo di santantonio da non so dove, nel senso concreto della catena, che forse nella storia a me ignota ha pure un perché. A volte mi domando se santantonio da non so dove sia morto incatenato o causa le percosse ricevute tramite l’uso delle catene. Comunque, la realtà dei fatti, da che ho memoria, è che ogni tanto si ricevono varie parole che poi si dovrebbe divulgare ancora, e di nuovo, e finché ce né. Ora, per dirla tutta, cioè scriverla, non sempre certe parole colpiscono per bene, e vanno a segno; dipende molto dalla situazione psicofisica della persona che legge, e dall’importanza che questa da a certe parole e certi concetti. Spesso vengono distratte dal lo farò dopo, in una altro momento. Spesso vengono cestinate nel vero senso della parola.
Oggi che è un giorno così particolare e che a volte sa di svolta voglio porre qui dalle mie parti alcune frasi ricevute tutte insieme. Tutto cominciava con W.S. diceva…

Mi sento sempre felice sai perché? Perché non aspetto niente da nessuno.
Aspettare sempre fa male.
I problemi non sono eterni, hanno sempre una soluzione.
L'unica cosa che non ha rimedio è la morte.
Non permettere a nessuno di insultarti, umiliarti o abbassare la tua autostima .
Le urla sono lo strumento dei codardi, di chi non ragiona.
Incontreremo sempre persone che ci considereranno colpevoli dei loro guai.
E ognuno riceve ciò che merita.
Bisogna essere forti e sollevarsi dalle cadute che ci pone la vita, per ricordarci che dopo il tunnel oscuro e pieno di solitudine, arrivano cose molto buone.
“Non esiste male che non passi al bene”, per questo godi la vita perché è molto corta, per questo amala, sii felice e sorridi sempre.
Vivi solo intensamente per te e attraverso te, ricorda:
Prima di discutere... Respira
Prima di parlare... Ascolta
Prima di criticare... Esaminati
Prima di scrivere... Pensa
Prima di ferire... Senti
Prima di arrenderti... Tenta
Prima di morire... VIVI!!
La relazione migliore non è quella con una persona perfetta, ma quella nella quale ciascun individuo impara a vivere, con i difetti dell'altro e ammirando le sue qualità.
Chi non da valore a ciò che ha, un giorno si lamenterà per averlo perso.
E chi fa del male un giorno riceverà ciò che si merita.
Se vuoi essere felice, rendi felice qualcuno.
Se desideri ricevere, dona un poco di te.
Circondati di brave persone e sii una di quelle.
Ricorda, a volte quando meno te lo aspetti ci sarà chi ti farà vivere belle esperienze!
Non rovinare mai il tuo presente per un passato che non ha futuro.
Una persona forte sa come mantenere in ordine la sua vita.
Anche con le lacrime negli occhi, si aggiusta per dire con un sorriso, STO BENE.

Poi ci sono alcune robe per le quali dissento un po’, per me è che non si deve lottare contro qualcosa o qualcuno ma per qualcosa o qualcuno, non si deve sprecare energia contro, ma a favore. Più o meno come alcune arti marziali orientali, credo. Tipo karate kid, per intenderci…

Poi ho ricevuto un augurio a volare, come quelle farfalle rosse sull’abete ingombrante... che sembrano  fiocchi.


Alla fine i miei pensieri, anche grazie a una fresca pedalata del mezzodì, sono arrivati alla bellezza della giornata, e a un’immagine del buongiorno odierno che sanno di forza, di controcoglioni, e di natura e della vita che non si arrende mai, nemmeno all’ultimo attimo…
Ci penso spesso anche io alla forza della vita, al rametto che cresce lungo il tronco apparentemente nel posto sbagliato, all'erba che si insinua tra le crepe del cemento e dell'asfalto, alle foglie che bucano la rete oscurante di un recinto, al sole che sorge sempre ed illumina la via e alla luna piena sul mare che fa sognare.
Più o meno.

Eccolo allora, il mio buon anno, ma mica solo per il prossimo da domani, per tutti quelli a venire, che siano sempre meglio di un attimo prima, coi soliti alti e bassi, coi sorrisi non sforzati ma naturali, col bene che fa bene al mondo, sempre sulla strada ognuno per la sua quando spesso è la stessa.

Baci e abbracci…
ORA! non c’è tempo da perdere, il giorno passa in fretta e non c’è tempo per pensare, ora faccio faccio faccio, mi muovo che poi diventa sera… vero Lorenzo?


domenica 29 dicembre 2013

Leggere ad alta voce

L’occasione si è presentata, ladra, a seguito di richiesta.
E’ stato che l’ho fatto per certe persone, e che persone, che hanno ascoltato per quanto hanno potuto.
L’ambiente era caldo come certe volte quando le coperte ti avvolgono per bene.
La luce soffusa dava all’ambiente ancora più calore, sapeva di coccole e di abbracci.
L’odore della candela al sapor di frutti di bosco lasciava respirare per bene.
E’ stato bello, mai come prima in passato.
E’ stato che mi è piaciuto.
Spontaneamente le parole sono passate dalla carta davanti ai miei occhi alle orecchie di chi sentiva.
Leggere. Niente di più.
E così è scemata via un’altra sera di affetti.


Qui voglio ricordare quell’emozione mostrando una foto che solo io so dove si trova.

mercoledì 25 dicembre 2013

I regali, la gente

Senza nascondersi dietro a quel dito che troppo spesso viene usato, suo malgrado, ammettiamo pure che, vista l’ora della notte, s’è appena concluso lo spacchettamento di pensierini e pensieroni o di presenti sentiti o di regali dovuti. E che se tanto mi dà tanto tra qualche ora la stessa quantità di pacchetti colorati e ben assortiti sarà maneggiata avidamente dalle persone che oggi che è festa, e che festa, si deve essere e fare i più buoni e i più per bene.
Palle. Che non sono nemmeno appese all’abete, ospite ingombrante ma temporaneo.
Dove invece sono ben presenti le mille farfalle rosse che prendono il volo verso sogni più concreti.

Ecco che, nel bel mezzo di pensieri avviluppati in tragedie condivise ai più, mi sono imbattuto nella schiettezza del barista peraltro schivo e all’apparenza assente e disinteressato.


QUEST’ANNO NATALE MI HA FATTO UN BEL DONO, UN DONO SPECIALE, MI HA DATO ALLEGRIA, CANZONI CANTATE IN COMPAGNIA, MI HA DATO PENSIERI PAROLE E SORRISI DI AMICI SINCERI
NON VOGLIO PIU’ NIENTE DEI VECCHI REGALI
AD OGNI NATALE..... IO VOGLIO LA GENTE.

E’ come chiedere qualcuno vicino per poter dire che si è felici.
O semplicemente per parlare anche se fosse l’ultimo attimo seduto in un angolo.
E’ questo il miglior regalo da ricevere o avere.

Amici.

venerdì 20 dicembre 2013

L’Emozione, nonostante le feste

Sono di questi giorni, e dei prossimi pochi a venire, i mille saluti di circostanza e i sorrisi tendenziosi, sguardi sfuggenti di un’apparenza che non sembra sentita ma costretta, e pochi rari veri e sinceri auguri.
Ecco che, nella loro genuinità, i miracoli in giro per il mondo possono strapparti un’emozione dalla corazza proprio da quel punto che tu tieni sempre celato e scaldato appena.
Eccole, le loro parole, prese in prestito da Lucio.

L’anno che verrà. Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’, e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. Da quando sei partito c’è una grossa novità, l’anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va. Si esce poco la sera compreso quando è festa, e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra. E si sta senza parlare per intere settimane, e a quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane. Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando. Sarà tre volte natale e festa tutto il giorno, ogni bimbo potrà giocare e tutti quanti diranno buongiorno. Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno, anche gli animali potranno parlare mentre gli uomini già lo fanno. E si potrà cantare ognuno come gli va, tutti quanti potranno sognare e non soltanto a una certa età. E senza grandi disturbi qualcuno sparirà, saranno forse i più furbi o gli sciocchi di ogni età. Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico?, e come sono contento di essere qui in questo momento? Vedi, vedi, vedi, vedi, vedi caro amico cosa si deve inventare per poter riderci sopra e continuare a sperare. E se quast’anno poi passasse in un istante, vedi amico mio, come diventa importante in questo posto ci sia anch’io. L’anno che sta arrivando tra un anno passerà, io mi sto preparando… è questa la novità.


A me piace scrivere, a volte scrivo anche agli amici, per fortuna.
E allora un consiglio, salutate sempre un amico. Sempre.

mercoledì 18 dicembre 2013

Fabio e le strade di casa

Non è facile vederle, scoprirle.
Anche se sono lì da sempre, anche se le vediamo tutti i giorni, anche se le ignoriamo cercando quelle lontane, quelle che portano dove crediamo stiano i nostri sogni e le nostre aspettative.
Non è facile. Lo so bene. Non è per un cazzo facile.
Eppure siamo qui, giorno dopo giorno.
Siamo qui, ce la raccontiamo, ce ne convinciamo.
E poi, una spallata, una decisione non nostra, un acquazzone imprevisto, un terremoto, uno schiaffo non dato o mancato, un saluto, un bacio, una domanda o una risposta, poi, un momento, non prima non dopo, un momento eterno che rimane per sempre, stilettato lì, tutto quello che era prima non lo è più e siamo costretti a vedere guardare osservare e vivere solo quello dopo, partendo dal presente, che è pur sempre un dono.
Eccola, la mia strada verso casa, anche se non so ancora quale sia la strada e quale sia la casa.
Forse è solo il momento, un attimo, appunto, dopo vedremo.
Sempre.

Lo so, è troppo, ma la presenza è ingombrante, e non ci sta tutta dentro, qualcosa deve uscire. Per forza.

“…è un passaggio importante”, “E’ solo psicologico, in realtà non cambia molto”, “Col cazzo. Cambiano un sacco di cose, ti senti a un giro di boa. Sai di non essere più giovane. Inizia a calare la vista, ti devi alzare la notte per andare a pisciare e se esci con una sotto i trenta quel suo due davanti e il tuo quattro suonano lontanissimi”. Il mento, come le ascelle, serve a reggere le cose quando le mani sono finite. Era la donna che lo conosceva meglio, a cui aveva confidato i segreti più intimi e forse l’unica… Le notti in cui rimani sveglio a fare l’amore, chiacchierare e ridere fino all’alba, in cui ci si confessano cose intime, cose di cui ci si è sempre vergognati …le notti in cui ti senti così vicino che nessuna distanza ti separa dalla persona al tuo fianco. Si è complici in tutto. Le notti in cui la bellezza dilata il tempo, in cui il presente è così perfetto e lo si indossa così bene che si cominciano a fare promesse, giuramenti, patti, perché quella bellezza fa sentire dentro di sé una spinta verso il futuro. Quelle notti in cui è giorno all’improvviso e si rimane stupiti. E senti che hai fame, fame di tutto: pane, burro, marmellata, soprattutto fame di Vita. In quelle notti è tutto così bello e si è così felici che …in qualche angolo profondo di sé si avverte una punta di dolore. Un dolore primordiale, ignoto, che appartiene a tutti. “Ho bisogno che mi prometti di essere forte”, “Te lo prometto”, …aveva sentito un’emozione grandissima. L’idea di poter condividere un segreto con il padre lo faceva sentire speciale …ma non riusciva a smettere e si odiava per questo …un dolore forte allo stomaco lo aveva costretto a piegarsi finché non aveva smesso di piangere. Quelle parole gli erano entrate come nella carne. Aveva provato un dolore fisico e interiore. Non stava bene. Sentiva di non essere sincero… Si era reso conto di non essere così forte come aveva detto. Si era addormentato così, esausto, con la mano della nonna tra i capelli. Si dice che nessuno è genitore solo perché ha dei figli, genitori si diventa imparando giorno dopo giorno, avendoli e crescendoli …avrebbero dovuto avere la possibilità di chiedere, di parlare, di capire cosa stava succedendo, invece il goffo tentativo di proteggerli aveva peggiorato tutto, aumentando paure e disagi interiori …lunghi silenzi, piccole bugie, parole non dette …un nuovo linguaggio senza parole. Ognuno nel tentativo di sopravvivere si era chiuso nella propria sofferenza. Non poteva sapere che il meglio doveva ancora arrivare …sdraiata come un sogno in attesa, aveva sentito una forza così dirompente che si era spaventato. Sembrava un sogno fin troppo grande per lui, aveva paura che toccandola lei svanisse. Stavano parlando dei loro sogni, di quello che avrebbero voluto fare da grandi. “Non devi rinunciare ai tuoi sogni per me” …si era guardato allo specchio e si era visto uomo. Si era addormentato co un sorriso così grande… Era stato un incontro magico, uno di quelli per cui rimetti in discussione tutta la tua vita. Un’altra cosa che faceva effetto sulle donne era il fatto che lui sapesse cucinare, tutte rimanevano incantate. In quell’atto non c’era solo un amore che sbagliava sempre i tempi, ma qualcosa che andava oltre: un voler mordere la vita, un volersi sentire vivi, affamati di giorni, di ore, di attimi, con la smania di non sprecare nemmeno un istante …forse era arrivato il momento di smettere di sfuggirsi, era arrivato il momento di fissare il loro amore nelle loro vite. Era arrivato il momento di afferrarla. Quando erano una coppia lei aveva dovuto imparare a non dire quanto lo amava, aveva dovuto imparare la distanza che doveva tenere con lui, una distanza che variava a seconda del suo umore e del momento della vita. Se gli stava troppo vicina, lui la allontanava dicendo che aveva bisogno dei suoi spazi. Una fatica infinita, giustificata solo dal fatto che era innamorata di lui …negli angoli il muro era tutto annerito… Nella casa c’era troppo passato e un’assenza totale di futuro. Non c’erano piante, non c’erano fiori, animali, nipoti. “Non deve essere facile chiudere un matrimonio, perdere la persona con cui stai da anni, con cui vai a dormire e con cui ti svegli al mattino. E’ quasi un lutto, ci vuole tempo. Quel due deve tornare uno”. Aveva la sensazione che nel momento in cui lo avesse detto a qualcuno, avrebbe iniziato a essere vero …sempre più prudenti nel dirsi le cose, nell’evitare certi discorsi. Ponderavano parole, misuravano, soppesavano, smontavano fino a non trovarsi più nulla da dire tra le mani …un muro invisibile di riguardi, timori, pudori …in compagnia delle rispettive solitudini …cucinare per qualcuno è un modo di dirgli che gli si vuole bene. “Io da te non sono mai sparito”, “E’ vero, non sparisci, ti prendi delle pause”, “Sì, ti prendi delle pause. Fai entrare le persone nella tua vita nella misura che ti va, poi magari per un po’ non ci sei più …non vuoi condividere la tua vita privata”…aveva fatto centro. Come sempre …come quando vieni scoperto e dall’imbarazzo non riesci a mentire. “…sono donne, sono più sgamate di quello che pensi. Se non volesse, sarebbe la prima a dirti che non se la sente. Le donne sono esseri superiori”, “Nessuno sa cosa vogliono le donne, spesso non lo sanno nemmeno loro”, “Diciamo che a volte vorrebbero essere ascoltate, vorrebbero fare cose insieme e starti addosso anche quando è scomodo”, “…sembra difficile trovare la misura giusta. O è troppo e si sentono soffocare o è poco e si sentono trascurate. E’ impossibile trovare un equilibrio” Quel piacere nuovo era così potente che sembrava dare un senso alla sua vita, aiutarlo a dimenticare tutto, almeno per le ore che passavano insieme. Fuori da quel piccolo angolo nascosto c’era un mondo pieno di problemi, loro invece erano felici. La memoria vive di immagini… un uomo senza la sua memoria non è più se stesso …come una candela che, invece di spegnersi per un colpo di vento improvviso, si spegne consumando tutta la cera. Non volevano mai andare a dormire …sembrava una perdita di tempo …sembrava che il mondo fosse lì per loro e che tutto fosse possibile. Erano giovani, belli, innamorati, incoscienti. Faceva fatica a leggere se in mano non aveva una matita per sottolineare ...non c’era posto per altro, non c’era posto per le parole. Per questo rimasero in silenzio per un lungo tempo: erano felici …il loro amore era ancora lì, immutato …alcune persone …hanno bisogno di una terza persona, come i tavolini che stanno in piedi con tre gambe …aveva gli occhi lucidi, le labbra gli tremavano nel tentativo di trattenere l’emozione …due vecchi amici rimasti per ore in silenzio uno di fianco all’altro davanti a un vecchio film western. Un gesto d’amore e d’amicizia fatta solo di silenziosa presenza “…Bisognerebbe fermarsi per capire la gravità dell’incidente, capire se è in grado di continuare. Invece la vita va avanti, il tempo non si ferma mai, senza tregua, e quando ti fai male devi continuare …anche se zoppichi. E’ questa la fregatura. Ecco cosa manca nella vita reale: la possibilità  di sedersi ogni tanto negli spogliatoi, bere un bicchiere d’acqua, farsi una doccia, tirare un po’ il fiato, riposare e rivedere il replay della propria vita, magari cambiare tattica, cambiare strategia, capire cosa fare per sopravvivere”. “Finché non ci proviamo non possiamo saperlo, forse una settimana, forse una vita…”, “…è più importante quello che c’è tra noi, quello che abbiamo, rispetto a quello che ci manca” …continuava a non rispondere, lei lo guardava aspettando una parola, ma lui non riuscì a tirare fuori nulla. “…So che non ti piace quando stai così e che vorresti essere dall’altra parte del mondo”. “Ti conosco da una vita e so perché fai certe cose. Sto aspettando il giorno in cui di deciderai a lasciare alle spalle il passato. Non fare l’eterno ferito, reagisci a quello che ti è successo…”, “Non dico che devi dimenticare o fingere che non sia successo, è stato un grande dolore …però adesso lascialo andare. Non fare che la paura del futuro ti impedisca di scegliere e che il passato getti un’ombra lunga sulla tua vita” …sapeva di aver toccato un punto doloroso, di essere entrata in un territorio delicato, ma lo aveva fatto in maniera sincera …uno sguardo definitivo, ormai erano lontani dal loro modo di stare insieme. Era delusa e scoraggiata. Anche ferita …non parlava più, si era voltata, era andata verso la porta, era uscita e aveva iniziato a scendere le scale cercando di non inciampare in un pianto. “…sono quello che sono. Forse il punto è che non sono l’uomo che vorrebbe e, se cambiassi, prima o poi me ne pentirei”, “Difendi sempre la tua individualità, ma rinunciandoci un po’ non significa non essere più se stessi… Il punto vero è se la ami oppure no”. “…l’amore non inciampa in piccole cose”. …un disegno preciso che era sempre stato sotto i suoi occhi e che lui non era stato in grado di vedere. C’era odore di erba e legno bagnato, e l’aria fresca gli elettrizzava le narici e i polmoni. Decise di sedersi su una panchina… Secondo il suo contorto ragionamento da fumatore, la sigaretta del mattino era salutare, e lo faceva cagare …a quanto tutto potesse cambiare in una frazione di secondo. E adesso che cazzo faccio? Continuava a ripetersi …cosa c’è che non va in me? …una bomba a orologeria pronta a esplodere da un momento all’altro e questo gli impediva di fare avvicinare le persone. La vita gli aveva insegnato troppo presto quanto è facile ferire chi ti sta vicino …l’intento di fare meno morti e feriti il giorno in cui fosse esplosa …Amatemi pure ma tenetevi lontani. Per questo era un uomo affettuoso ma distante. …la paura di far soffrire Sarà vero o anche questa è una palla che mi racconto da sempre? La novità, l’imprevisto, l’avventura, l’inatteso. Esercitare la propria curiosità. Passava da un’apatia diurna a un’agitazione notturna …qualcosa che bruciava come un reflusso gastrico …leggere nomi di prodotti italiani, si scaldava il cuore …l’illusione che tutto fosse tranquillo, sereno e sotto controllo …il suo modo di vivere …il vuoto delle sue convinzioni …aprire il baule dove teneva le maschere da indossare, ma si era accorto per la prima volta che il baule era vuoto, le aveva già consumate tutte. C’era solo uno specchio …tutto si era disintegrato, sbriciolato, svuotato. La sofferenza era stata un grande regalo, perché fu la chiave d’accesso verso se stesso. La solitudine che all’inizio lo aveva terrorizzato ora gli era amica. Voleva stare solo, ne aveva bisogno. Avvertiva un senso si urgenza, sentiva di dover trovare un luogo, una risposta, una emozione, qualcosa che gli corrispondesse. Una frenesia di vivere. Aveva una voglia infinita di sentirsi vivo. Niente di più per ora. Semplicemente vivo, per la prima volta. “…per poter aiutare qualcuno bisogna riuscire a farsi aiutare, altrimenti non serve a nulla” …ci siamo l’uno per l’altro e ci siamo stati. Tu sei la mia famiglia, è un rapporto prezioso. Avere una persona che ti ama come ti ama lei è una grande fortuna nella vita. E’ una specie di magia che accade tra due persone. E’ una cosa così speciale proprio perché succede. Ed è una fortuna che molte persone in tutta la loro vita non proveranno mai. “…lo senti questo legame? …sembra che ti soffochi, quello che forse di ha spinto a vivere lontano. Senti quanto è forte? Quanto è profondo? Io lo rivoglio. Voglio qualcuno vicino a cui poter dire che sono felice” …era inutile preoccuparsi …perché ogni volta che pianificava qualcosa, che cercava di fare ordine, poi la vita ribaltava tutto e lo metteva di fronte a un bivio diverso da quello che aveva previsto. “Mentre facciamo progetti, Dio ride” aveva sentito in un film. ‘Se ti conosco bene, in questo momento ti starai accendendo una sigaretta, se ti conosco bene starai già cercando di smontare queste parole. Non importa. Scegliere significa dire cosa riteniamo sia migliore. Altrimenti tutto è uguale e nulla ha valore. Il tuo cinismo sull’amore è tipico di chi in realtà ha un disperato bisogno di crederci. Servono coraggio e forza per accogliere quello che ci fa stare bene quando abbiamo costruito un’intera vita sullo stare male’. “Il vero segreto per divertirsi alle feste è capire quando è il momento giusto di andarsene” …non voleva iniziare a vivere nel passato, la giusta opportunità se non voleva rischiare di girare a vuoto …una consapevolezza che aveva dentro ormai da tempo ma che non era ancora riuscito a decifrare. Aveva di continuo la sensazione che la valigia successiva sarebbe stata più bella. Alla fine rimaneva solo e le valigie avevano smesso di uscire… L’attesa continua di un futuro pieno di cose migliori, un futuro che lo seduceva con tutte le promesse di avventure e tutto il divenire affascinante …in realtà era solo un’illusione, una bugia, un eterno inganno… Era una finta libertà perché in realtà lui non era padrone di nulla: non era padrone del suo presente …erano le situazioni, le occasioni, le tentazioni a scegliere per lui …lui non volava come un uccello che sceglie la rotta e la direzione, lui era un pezzo di carta mosso dal vento. “Che buona l’acqua”. Il cielo era azzurro e la luce del sole ancora delicata. Fece un lungo respiro, l’aria era fresca, la sentiva sulle guance. “Pronto, ciao, sono …Ci sono”.


Pagine 22, 38, 47, 48, 52, 53, 58, 64, 65, 66, 86, 101, 103, 109, 115, 116, 135, 141, 156, 171, 182, 189, 193, 195, 196, 199, 209, 212, 232, 234, 235, 239, 240, 245, 246, 271, 273, 284, 285, 287, 292, 294, 296, 297, 299, 300, 302

LA STRADA VERSO CASA, di Fabio Volo, ed. Mondadori
Dove qualcuno, ne sono certo, si è rivisto e riletto in quello che ha letto e assorbito.




Grazie Fabio, non smettere mai.

E per le firme e per il mio nome.