Stasera
c’è chi ha voluto salutare la fine dell’estate.
Non nel
senso del calendario, ovviamente, ma nel senso che oggi tutti quei ritmi
acquisiti nella bella stagione sono ormai sorpassati, anche a quest’ora è già
buio quando invece il ricordo di ieri è di sole fino alle dieci e i tramonti
non finivano mai.
Ecco
allora che in piazza c’era un sacco di gente, troppa gente.
E loro
erano lì a cantare come altre volte, e a suonare come sempre.
Arrivo
che è già cominciato il concerto, e non mi dispiace, d'altronde ho voluto
pensare prima a me.
Saluto
e come solito mi senti dire ma me’ anche se in realtà non sento nulla in quanto
il sottofondo di una canzone che sta per cominciare si è impadronito dei miei
padiglioni. Comunque l’offesa, solita, che scivola via come le altre, arriva
puntuale al mio sguardo sereno e sorridente.
Cambio
aria e faccio il giro, il girotondo.
C’è
effettivamente un sacco di gente.
Saluto
alcune ragazze e una pensa di prendermi in giro per via che poco prima le avevo
raccontato che mi stavo pettinando prima di fare la doccia, sì io faccio così
sono fatto a modo mio.
Riesco
a baciare un’allibita, sulle guance ci mancherebbe, e colpirne un’altra sul
naso quindi baciarla in fonte.
Capisco
bene che non è aria e non credo sia serata.
Quest’anno
questo concerto non me lo sento. Passerà.
Torno al
palco e osservo da angolazioni non sempre favorevoli.
Il chitarrista
non l’ho mai visto, sembra bravo, e ha una pedaliera multiluci che attrae, e la
pesta puntuale.
Ci
sono alcuni pezzi che fanno ballare anche i bimbi, anzi soprattutto i bimbi...
il ritmo sale… la batteria si muove… quel mostro del batterista mena di brutto…
e io vedo vibrare le bacchette sul rullante e sui piatti.
Poi la
serata si chiude per me che stasera non sono a posto qui in piazza, e me ne
torno sulla mia strada.
Però
che belle le vibrazioni delle bacchette!
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